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venerdì 16 dicembre 2011

Il mio capo

Il mio capo ha la macchina grossa: ha il Passat nero ultimo modello. Il mio capo ha i soldi: probabilmente in banca ha molti soldi. Il mio capo non si preoccupa di quanto costa il gasolio o il gas da riscaldamento. Il mio capo quando legge sul giornale degli aumenti delle cose, di nascosto sorride. Il mio capo ha una moglie grassa, il mio capo è grasso. Il mio capo non pranza mai, non ne ha il tempo, al massimo un pacchetto di crackers in piedi. Il mio capo non mangia bene neppure quando torna a  casa, a sua moglie non piace cucinare. Il mio capo ha un'intolleranza alimentare, per questo è grasso, ma non ha tempo per farsi curare. Il mio capo non esce la sera a bere una birra con gli amici perchè ha una famiglia. Il mio capo ha una bambina di cui è vittima  e non lo lascia dormire mai. Il mio capo è una brava persona. Il mio capo non va con le donne, è troppo bigotto. Il mio capo non gioca d'azzardo, non è uno stupido. Il mio capo lavora 13 ore al giorno e spesso anche il sabato e la domenica. Il mio capo non va al cinema la sera, è troppo stanco. Il mio capo non fa l'amore, è troppo grasso e stanco quando torna a casa la sera. Il mio capo non guarda neppure un bel film sul divano dopo cena, ha una famiglia che chiede molto da lui. Il mio capo non si ferma dieci minuti in più dopo pranzo per fare due chiacchiere coi colleghi e farsi una risata.  Il mio capo affronta i fornitori, le tasse e gli ispettori del lavoro, e per lo più rimane ancora una brava persona. L'unico vizio che ha il mio capo è quello di giocare con il suo IPad, ed infatti fa finta che non lo stava usando quando entro nel suo ufficio. Dal mio capo nessuno va  per chiedere come sta, solo per domandare o lamentarsi di qualcosa. Il mio capo spesso è preoccupato. Sono contento di non essere il mio capo.

White Clay

mercoledì 1 dicembre 2010

Il pazzo

Il giorno poi che ho smesso di lavorare per me ed ho incominciato a lavorare per Dio  tutto è divenuto più semplice, tutto più chiaro. Non è il mio inutile fine utilitaristico a darmi motivazione a farmi muovere, ad impormi obblighi ed obbiettivi, è la sua voce ed io la sento. La sento da quel giorno che mi disse di non ingannare più. Ero disperato ed io l'ho ascoltata. Un passo silente, forte come il tuono, sottile come un filo d'acciaio, invisibile ma vitale: unica ancora di salvezza nel mondo impossibile da navigare altrimenti.. senza fari, senza stelle o con luci che sembrano stelle che fanno naufragare  grandi vascelli o interi continenti, un filo d'acciao nel nulla: a meno che io non decida di reciderlo o di ignorarlo che è la stessa cosa. Così pazzo da essere sincero, con se stessi addirittura per scoprire che in fondo è divertente, che siamo tutti uguali, noi, gli stupratori, gli assassini, i prepotenti, gli iracondi, i timidi, gli ingiusti, i sadici, i gentili, gli stolti i saggi, i mediocri. Qualcuno di questi che vive sul lato esposto alla luce, quello che si tiene alla vista del sole che tutti lo possono vedere; qualcuno che vive nell'ombra che il corpo getta inevitabilmente a partire dai suoi piedi dal lato che non è illuminato.  E ciò che lavora nell'ombra è pericoloso, perchè è convinto dell'impunità, della connivenza dello stato, di poter far qualunque cosa per se senza  pagarne le conseguenze: al buio di nacosto, non ci sono limiti a quel che si può pensare.. e poi dal pensare al fare che differenza fa se non un  altro pensiero; e poi un altro ancora per giustificare il precedente, quando ancora c'e' nè bisogno. Pazzo sono perchè a tutti voglio parlare, al torturatore, all'assassino, all'iracondo, al timido, all'ubriacone, all'uomo sofferente per vederlo sorridere, e la vita più non temo di perdere perchè già perduta la ho ogni volta che ho lasciato un compagno nell'ombra o nel delirio, ogni volta che non sono morto per aiutarlo o perso per ritrovarlo. Morto sono tutte le volte che ho pensato che la vita non  mi meritasse e l'ho abbandonata alla finta dimenticanza. Ma respira ancora il mio cuore contro la mia volontà, e tenendomi in vita, mi porta a teatro dove mi sento vivo, dove vedo la pazzia dell'anima avere sfogo, e ciò che le parole non possono dire assumere la forma di una ballerina intarisata nella nudità delle sue scanalature, tra gli avvallamenti dei muscoli e nella perfezione semplice del suo seno. La consapevolezza di essere pazzo è ciò che mi rende ancora vivo, la pazzia del capitano che rischia la vita e l'equipaggio per non abbandonare neppure l'ultimo dei suoi marinai,  che l'unità tra di loro è più importante della vita stessa del capitano. Pazzo domattina a svegliarmi e non sapere quel che sarà, ma sicuro che la nave potrà reggere o perirà nella lotta, ed in entrambi i casi  il problema sarà risolto, alcuni lo chiamano coraggio.


White Clay

venerdì 6 agosto 2010

La mano sul pavimento

Qunado vieni colpito allo stomaco durante un incontro di box e per caso proprio in quel momento avevi gli addominali rilassati, ti accasci come un cuscino vuoto. Non puoi fare altro che inginocchiarti e piegarti su te stesso, consapevole che prima o poi passerà, anche se magari ora non ti sembra. Fai qualche timido respiro.. e piano piano poi il sangue e il fiato ricominciano a circolare come prima, un colpo di tosse e tutto riassume la sua dimensione - "Asino!! Ti sei fatto fregare proprio come un asino.. Vediamo di non ripetere l'errore a breve.." - Hai ancora 6 secondi per riprenderti, che magari da fuori possono sembrare pochi, ma per il tuo metabolismo, per il tuo allenamento, per la tua energia sono un riposo di lusso durante un match - "Perchè sono venuto qui? Tu lo sai perchè siamo venuti qui.. perchè il tuo fisico sta bene, ed ha voglia di combattere, null'altro.. solo per vedere chi è il piu' forte, chi ha più volontà, chi si è allenato meglio" - "E allora, visto che mi sono preso la briga di mettermi le scarpe, i guantoni e il paradenti forse è il caso di pareggiare i conti con lucidità, senza lasciare nulla al caso". Appoggio la mano sul pavimento, prendo un altra boccata d'aria per riposare e mi alzo - "Dov'eravamo rimasti..?".

White Clay

giovedì 29 luglio 2010

Codardo - Parte 1

Lei è lì appena dietro lo spigolo del chioschetto che ora funge da bar proprio vicino alla pista da ballo. Non ci possiamo vedere da questa posizione, ma so che lei è lì.
Credevo proprio di fare un volo radente la settimana scorsa quando sono passato dal bancone a ordinare un succo d'arancia, darle una battuta veloce per vederla sorridere un pò, e poi volare via leggero e spensierato come se nulla fosse accaduto. E invece lei mi ha sorriso.
Ma prima di questo forse c'e' stato dell'altro.. Credo che sia stato a causa alla delcezza della sua voce o da come muove le mani, o forse per via dei suoi passi leggeri ed erotici allo stesso tempo, come se non ci fosse una distinzione tra i due concetti. E poi, ecco, mi ha dato il resto, con le mani aperte protese in avanti come se mi volesse fare un regalo bellissimo a sorpresa, e quindi quel sorrriso che mi ha fatto mancare la terra sotto i piedi da lì in poi. Anche ora quando mi avvicino al bar mi sembra che in quella zona ci sia un pericolo. E' come se ci fosse nascosta una botola lì attorno, di cui ora non ricordo più la posizione ed ho paura anche solo a camminare da quelle parti, mi sento precario..
L'angolo invece è sicuro.. di qui non mi può vedere, ma io non posso rimanere al di qua dello spigolo tutta la sera. Le sono appena andato a chiedere una bottiglietta d'acqua, e sono rimasto lì impalato come un idiota senza riuscire a pensare neanche una parola decente, come un cretino qualunque.. Non ho avuto neppure il coraggio di guardare di nuovo quel suo sorriso meraviglioso perchè avevo paura di ricadere di nuovo nella botola. Che poi non era una botola quella in cui ero caduto.. Volendo essere limpido e puro con pensieri e ricordi, mi ricordo invece benissimo che dopo quel gesto e quel sorriso il mio cuore si era invece aperto come non aveva fatto mai. La sensazione è stata quella di aver avuto nel petto una aquila che avesse deciso di spiegare le ali proprio in quel momento, dopo tanto tempo che se ne stava appollaiata al sole: il fatto è che da chiusa poi non sembrava cosi' grande. Perchè nella vita bisogna sempre essere sinceri, sopratutto con se stessi, se no poi le cose si confondono e le bugie rischiano di essere prese per realtà. Ora vado là e le dico: "Prima non avevo avuto il coraggio di dirtelo, te lo dico ora.. hai un sorriso stupendo. Ci tenevo a dirtelo, solo questo.." ed eventualmente andarmene via con un sorriso.. Ma c'era sempre qualcosa a disturbare quella scena.. qualcuno un po' sguaiato li attorno, la mia codardia che mi fermava, i suoi occhi molto stanchi e leggermente tristi, eppure bellissimi anche in questa situazione: elegante anche nel disagio, un altro battere d'ali dell'aquila. Ma credo che sia stato quello che mi ha detto l'altra sera quando le ho chiesto se le piaceva quel che vedeva. La pista dinnanzi a lei era colma di ballerini di tango abbracciati che si muovevano in tondo, in senso antiorario come in tutte le milonghe del mondo. Credo sia stato proprio il modo in cui l'ha detto: "Ma quella è poesia.." - Gli occhi le brillavano ed aveva un sorriso delicato e timido, come se non si osasse a chiedere per se stessa così tanta bellezza.. E' stato un pò come un incontro di pugliato dove uno dei due pugili, per ingoranza della vita, sottovaluti l'avversario, e questi dopo un paio di jab "di conoscenza", lo mandi al tappeto con una naturalezza imbarazzante, senza faticare, senza quasi impegnarsi. E le è bastato un sorriso..

White Clay

mercoledì 30 giugno 2010

Lo Sguardo


Sono un po' sudato, ma l'aria fresca del parco che mi passa sotto la camicia mi da il sollievo giusto. Sento le mie gambe forti perchè hanno appena smesso di ballare ed è gradevole spostarsi su di loro. Sono anche leggermente stanco e non credo di essere stato bravo quanto avrei voluto, il senso di costante insoddisfazione comincio ormai a considerarlo tra gli amici più fidati. Esco dalla pista e le giro attorno, c'e' un piccolo selciato circondato dall'erba che costeggia la pista e passa vicino ed in mezzo ai tavolini di quelli che ora fanno da pubblico. Non faccio in tempo a girare l'angolo che percepisco la sua presenza: una bellissima donna ad un tavolino un poco più in là. E' un tuffo al cuore e non l'avevo vista prima. Le mie gambe continuano a  procedere sulla rotta che era stata impostata prima, volevano circumnavigare la pista ed andare a salutare il mio maestro di ballo. Lei sta guardando nella mia direzione, ma dev'essere una coincidenza,  sicuramente sta guardando qualcuno dietro di me o semplicemente non sta guardando da nessuna parte. I suoi occhi sono neri scuri come anche le sopracciglia, i capelli ricci neri, folti, lunghi e composti: ho  l'impressione di trovarmi davanti al volto di una regina greca o egiziana, il suo sorriso è dolcemente  elegante. La corporatura è proporzionata ed aggraziata, una parte dei miei istinti l'aveva intuita in tutta la sua interezza anche da seduta, anche in un attimo solo, anche nel suo vestito nero. La mente ora è spaesata, non riesce a gestire l'enorme flusso dei dati, ma in fondo confida che presto, girato l'angolo, tutto svanirà: acuto pensiero intenso non può avere vita lunga. Da questo momento in poi il tempo rallenta. Tutto si dilata: posso sentire i muscoli delle mie gambe muoversi ad uno ad uno, posso contare ogni singolo sassolino dal selciato che deforma la suola delle mie scarpe da ballo, posso sentire il profumo di tutte le erbe e le piante che danno l'aroma all'aria che sto respirando.. Lei continua a guardarmi, dritto negli occhi e mi sta sorridendo. Un classico, ho qualcuno dietro che lei conosce. Ad ogni centimetro in meno della distanza che ci separa il suo sorriso aumenta di un poco la sua intensità; detesto le illusioni, in particolare per via del senso di baratro che ti lasciano poco dopo essersene transitate. Mi sta proprio sorridendo ed ora si sta per alzare in piedi, la direzione la mia. Sento dei passi alle mie spalle, non mi ero sbagliato, devo avere qualcuno dietro a cui è molto affezionata e lo sta andando a salutare. Ora le nostre rotte stanno per intercettarsi, ed io mi preparo allo scarto per farla passare.

Mi abbraccia con l'affetto con cui si abbraccia un figlio e mi bacia delicatamente su una guancia: "Ciao White, volevo scusarmi per l'altra sera.." - Merda è un sogno - Questo è il primo pensiero nitido che lampeggia nella mia mente all'istante.. Ma sono sudato, sento il fresco, i miei muscoli rispondono ai comandi con molta precisione, e posso sentire i suoi fianchi nell'abbraccio che ho ricambiato istintivamente. No è reale. Per fortuna continua: "Quando l'altra sera mi hai chiesto di ballare ed io ti ho detto che non ero capace, poi invece quel signore ha insistito così tanto che non sono riuscita a rifiutare.. scusami davvero..". La vicinanza del suo viso mi scuote ancora l'anima. Le sorrido, le rispondo, balliamo. Ancora una volta sono in debito, prima o poi credo che dovrò restituire quel che ho ricevuto.

White Clay

venerdì 25 giugno 2010

99%

Ci sono alcune idee che condivido con White una di queste potrebbe avere la forma di un teorema. Il Teorema del 99% afferma che  il successo in ogni sfida o progetto che si affronta dipende dall'ultimo 1%, da quel particolare a cui non avevi pensato, da quel merdosissimo imprevisto che capita quasi sistematicamente.
Da un paio d'anni conscio di questo potente teorema, ogni volta  che pianifico qualcosa, aspetto il mio 1% e quando arriva...perchè arriva sempre , sono preparato, o almeno mi sembra.

Simone Mago

lunedì 7 giugno 2010

Odiavo i Lunedì

La frase che più spesso mi capita di sentire alla domenica pomeriggio è "Oddio domani è Lunedì, che palle si torna a lovare", per un po' anche io l'ho detto, poi mi sono fermato a fare due conti...come al solito.
Il primo risultato è stato 8-8-8, otto ore di sonno (più o meno) 8 ore di lavoro (forse qualcosa in più) e 8 ore di spostamenti, pulizia personale e non, nutririsi e altre cose. Fatto questo mi sono spinto un po' oltre e mi sono accorto che tutte le attività che avrebbero reso il mio lunedì un bel lunedì erano compresse in "altre cose", quindi stavo spendendo un terzo della mia vita per riposarmi in preparazione di un altro terzo del quale mi fregava poco  o niente per poi godermi finalmente un pezzetto di quello che realmente avrei voluto fare, un bilancio decisamente negativo.
Così armato di un'ignoranza quasi primordiale ho deciso di licenziarmi e ho potuto vedere applicato il proverbio "La fortuna aiuta gli audaci" in 10 giorni il primo colloquio, un posto decisamente bello, lavoro interessante nemmeno troppo lontano da casa, ma ancora non rendeva il mio lunedì degno di essere atteso, così non ho accettato e sono stato costretto a capire cosa realmente avrei voluto fare dei miei lunedì e di quelle 8 ore.
Forse l'ho trovato, vedremo.

 Simone Mago

mercoledì 2 giugno 2010

Le cose

Che poi io le cose non le ho mai capite. Un po' come quando sono andato a trovare Muhammad Alì, a casa sua a Louisville.. mica lo sapevo che non l'avrei trovato in casa quel giorno, e neppure me lo sono chiesto.. Ma poi come sempre accade la meta del viaggio non è importante, l'importante è viaggiare. Magari la signora accanto a me forse non sarebbe del tutto daccordo penso che sia di ritorno dal trovare i figli o i nipoti in Italia, e considerando che ora l'aereo è diretto a Buenos Aires, direi che le distanze non la intimidiscono.. Volendo essere pignoli in effetti ci sarei anch'io seduto accanto a lei sul suo stesso aereo, solo che io una scusa buona come la sua per essere qui non c'e' l'ho. La cosa un po' mi diverte, penso a quel che mi disse Simone Mago quella sera: "L'unica cosa che resta nella vita  sono i viaggi". Credo che avesse ragione.
Tra un po' porteranno qualcosa da mangiare.. anche se è fisicamente impossibile mi sembra già quasi di sentirlo il profumo di Buenos Aires, e si che non ci sono mai stato. Però me lo immagino..

Leggerò un po'.. mi aiuta a spegnere l'eccesso di entusiasmo che sta montando, ci sono ancora molte ore di viaggio prima che possa coricarmi nel mio albergo e muovere i primi passi nella mia nuova vita.. penso che se capissi le cose, ora non sarei qui,che non avrei il sorriso sulle labbra e non avrei deciso di destinare la mia vita al Tango. Dio come adoro non capire le cose.

White Clay

lunedì 10 maggio 2010

Tango

"Non lo so" è un'altra riposta possibile, una risposta sincera che mi piace.. vivere momenti meravigliosi in questo ballo codificato da migliaia di anni, espressione di una musica che proviene dal profondo della terra, da una latta d'olio tagliata a mo' di violino da un certo Francisco di nome Canaro. Bello è bello come il sesso, quando riesce bene. Brutto può essere brutto come una brutta chiaccherata, dove sai che tra poco finirà e più si ripeterà. Ma la scelta, il primo abbraccio, lo sguardo, il coraggio.. il sentire il suo corpo mosso dalla musica assieme al tuo, il profumo o il suo odore, i suoi fianchi o il suo seno, i suoi passi se è piu' distante;la sintonia e i giri, la pausa,il fermo: il cuore che batte, se riesce almeno ora con lo stesso tempo. L'abbraccio, due guace che si sfiorano o che rimangono appoggiate: il risveglio, quasi sempre con un sorriso.. Come un bacio appassionato e lungo dato ad una sconosciuta, come a testimoniare che siamo tutti una parte dello stesso Mondo.

White Clay

martedì 27 aprile 2010

Non qui

..avrei voglia di parlare con S. tra perdenti ci si capisce bene... :) ..mi fa molto piacere che si stia buttando nel ballo e glielo volevo dire.. ho bisogno di sapere che il mio futuro non sarà qui.. che un giorno potrò passeggiare libero per le strade di Buenos Aires, salutando persone e pensando al tango.. che avrò la gioia nelle scarpe e la leggerezza del cuore.. che non avrò padroni, a parte la mia anima.. che passare una mattinata al caffè a leggere un libro o a conversare con la gente in una lingua straniera ma gentile non sarà un problema.. che ringraziare Dio per una bella giornata sarà doveroso, perchè a forza di ringraziare le belle giornate, la vita poi assume una sua forma, che magari non avrà senso comunque, ma che almeno sarà più gradevole.. Penso alla bellezza ed all'orgoglio delle donne argentine, alla gentilezza del clima di quella terra. Se ho un sogno sto un po' meglio, se ho un sogno posso ancora lottare..

White Clay

domenica 18 aprile 2010

Presente, passato o futuro

Ieri sera mi è capitato di vedere un programma in televisione, ospite Gillo Dorfles, un uomo di 100 anni con una lucidità estrema. Delle varie cose che ha detto, una mi ha colpito, lui afferma che oggi nel linguaggio comune è sempre più in disuso il tempo futuro, si è tutti intrappolati in una sorta di presente continuo. Facendo mente locale e analizzando quasi in modo statistico i dialoghi che ho quotidianamente con le persone mi sono reso conto che sono sempre le persono più attive e ottimiste a guardare avanti, è una banalità lo so, ma non l'avevo mai collegata con il linguaggio. Fanno progetti, lavorano per  realizzarli e qualche volta ce la fanno, altri sono troppo impegnati a lamentarsi guardandosi l'ombelico, ricordando quanto stavano bene prima, un prima che non coincide mai con l'adesso, difficilmente usano il tempo futuro molto spesso il passato. 
Io non voglio essere così, quindi mi impegnerò ancora di più ad usare sempre più spesso il tempo futuro

"Le persone che si lamentano del proprio stato danno sempre la colpa alle circostanze. Le persone che vanno avanti in questo mondo sono quelle che si danno da fare e cercano le circostanze che vogliono e se non riescono a trovarle, le creano." George Bernard Shaw


Simone Mago

lunedì 12 aprile 2010

C'è


C'e' una bella ragazza ai fornelli. Di profilo sembra uscita da un fumetto di Manara, la linea delle coscie e la fasciatura dei fianchi sono praticamente perfetti.. proporzionata, capelli lunghi e neri viso giovane, o almeno di quelli che attirano l'attenzione. Sta cucinando qualcosa, in teoria è per me e per lei, ma del mio parere penso che gliene importi poco, è più importante dare l'immagine di lei che è lì a cucinare per me. C'e' una cucina  attorno a lei, è la mia cucina e quasi quasi un po' mi scoccia di non essere io ad usarla.. C'è una tavola apparechiata davanti a me, quella almeno devo averla apparecchiata io. Vedo le mie braccia appoggiate silenziose sul tavolo e non posso non sentire il nostro silenzio. Non il rumore della ventola, ne il soffriggere della casseruola, neppure il sottofondo della televisione riescono a mascherare il silenzio che ci divide. Il mio corpo è qui, o almeno i miei sensi stanno registrando da questo punto di vista, ma la mia mente si è ritirata. E' come andata al cinema.. Si ogni tanto si affaccia da uno dei cinque sensi come fossero finestre, per vedere cosa c'e' là fuori.. un dialogo poco interessante, una bella  ragazza ai fornelli, schifezze in televisione, il silenzio frusciante delle piante di fuori.. leggero gonfiore  addominale e seggiola non troppo comoda.. nulla di interessante direi, si può tronare dentro a fantasticare.. ma quel che si dice dentro non parla di grandi auspici.. la maggior parte delle opinioni vede una vita molto infelice per voi, e questo occupa giustamente gran parte delle discussioni e delle proiezioni.. Penso che un giorno scriverò di questo momento di assoluto distacco e lucidità, sono curioso di sapere se capita anche ad altri.. e con che coraggio poi vanno avanti..

C'e' una foglia sul pavimento. E' gialla e verde e mi passa accanto, ma forse sono io a passarle accanto. Sullo scuro del  marciapiede bagnato dalla sera e dalla pioggia risalta tantissimo è quasi lì solo per me, non riesco a smettere di guardarla. Penso che se fossi stato Giulio Cesare duemila anni fa avrei potuto godere dello stesso spettacolo, della stessa scena, ma di un'altra foglia:stessa scena diversi i protagonisiti. Ho ancora il suo profumo e il suo sapore sulle mie  labbra e nelle mie narici,batte caldo il cuore ora. Sono stato a letto con una donna, molto bella. Mi ricordava un po' Pamela Anderson da giovane, ed averla per davvero a mia disposizione per quel tempo, ha sopperito abbondantemente al fatto che prima non ci conoscevamo. La bellezza del corpo femminile è una cosa che puo' risollevarti l'animo, se il tuo animo non è troppo schiacciato per non accorgersene. Non chiedo di essere da nessun'altra parte, in nessun'altro tempo. Non vorrei essere una persona diversa da quella che sono in questo momento o di essere in un altro viale.
Questi sono i passi perfetti, questa l'aria perfetta, questo il fresco sul viso perfetto. Non starò qui per sempre. Ne è valsa la pena ancora una volta di fare quello che ho sentito dentro.. di accettare i rischi e di attraversare il gradino che mi ha portato fuori casa: se domani mi dovesse succedere qualcosa, potrò dirmi guardandomi nell'anima: carissimo, tutto quello che potevamo fare l'abbiamo fatto.. forse potevamo fare di piu' o forse potevamo fare di meno, ma il tempo io l'ho fermato. Ed ho reso grazie a Dio per avermi dato questa vita, perchè questa sera e questi sentimenti  valgono qualunque  cosa sia passata o qualunque cosa sarà il futuro. So che non è un bene nutrirsi solo di attimi stupendi, ma è come una droga, se inizi è difficile smettere. E poi perchè dovrei smettere, non è forse la mia vita questa, non sono già stato nella merda abbastanza..? Se non fosse per quel che rende bella la vita, qualunque cosa sia, per cos'altro bisogna vivere?


C'e' una scarpa da ballo infilata al mio piede, è scura, bella e lucida, dev'essere da tango. In effetti sono in uno spogliatoio, e dal parquet che c'e' in terra e dalla musica in sottofondo direi proprio che si tratta di una scuola di tango. Le mie mani non hanno esitazioni nell'allacciare le stringhe, lo hanno fatto migliaia di volte ed oramai non hanno piu' bisogno della mia attenzione. Dentro quella scarpa c'e' proprio il mio piede, lo stesso piede che ho portato sulle sabbie dell'Egitto o nei Dojo del Karate. La sensazione è divertente, le mie braccia continuano a servirmi come se fossi un principino.. mi vestono, mi pettinanno, mi lavano, mi sistemano i vestiti e le scarpe, quasi dovessi debuttare in uno spettacolo. Ed oggi lo spettacolo è lo spettacolo della vita: oggi si ballerà questa musica stupenda, abbracciati ad una sconosciuta profumata che se avrai abbastanza cuore poi divenerà tua, almeno nell'anima e almeno per un pò. Ringrazio Dio per esserne uscito fuori, per non sapere quel che sarà del mio domani, per non avere più certezze:negative. L'incognito in fondo, è meglio di una certezza negativa, lo si puo' sempre tentare di cambiare. C'e' luce che entra dalle finestre in alto e c'e' luce nel mio cuore. Ancora una volta mi sono dimsotrato che se una situazione è molto negativa ho una possibilità di cambiarla, ed il coraggio di farlo..

White Clay